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Il “Giovane uomo con in mano una medaglia” di Sandro Botticelli

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Salvator Mundi, 1490-1519, Leonardo Da Vinci

Insomma, è su tutti i giornali di oggi.

Ieri, da Sotheby’s, la grande casa d’aste newyorkese, è stato venduto per quasi 100 milioni di dollari un dipinto di Sandro Botticelli che si posiziona al secondo posto tra i dipinti antichi più cari al mondo, dopo la celeberrima vendita del Salvator Mundi, 1499 ca., di Leonardo nel 2017 (più di 450 milioni di dollari, tramite Christie’s).

Sono cifre esorbitanti, che non riesco nemmeno ad immaginarmi, ma che fanno comprendere quanto davvero l’arte italiana sia considerata LA più preziosa e pregiata del mondo.

 

Il dipinto di Botticelli in questione è Giovane uomo con in mano una medaglia, realizzato verso la fine del Quattrocento a Firenze e ritrae, forse, ma gli esperti non ne sono sicuri, Pierfrancesco de’ Medici, il fratello del più noto Lorenzo, sapete no: “Quant’è bella giovinezza,/ che si fugge tuttavia!/ chi vuol esser lieto, sia:/ di doman non c’è certezza.”? Ecco.

Insomma, che il domani sia incerto lo abbiamo imparato a nostre spese, ma il fortunato acquirente del dipinto ha assicurato almeno una cosa con certezza: la fortuna spropositata di ogni singolo museo dove viene conservata un’opera di Botticelli. La Galleria degli Uffizi vi dice qualcosa? E sì, tra tutti, proprio il museo di Firenze sarà sicuramente deliziato dalla vendita poiché, come sapete, ospita due tra i dipinti di Botticelli più famosi del mondo, la Primavera e la Nascita di Venere, assicurandosi così un “doman” piuttosto sereno.

Botticelli-primavera
La Primavera, 1480 ca., Sandro Botticelli
La-nascita-di-Venere-Botticelli
La nascita di Venere, 1482-85, Sandro Botticelli
Botticelli_-_Portrait_of_a_young_man_holding_a_medallion
Giovane uomo con in mano una medaglia, 1480 ca., Sandro Botticelli

Giovane uomo con in mano una medaglia

Sandro Botticelli

tempera su tavolo di pioppo

1480 ca.

58,7 x 38,9 cm

Il giovane, probabile membro della famiglia Medici, rappresenterebbe gli ideali di bellezza del Quattrocento e del Rinascimento in generale.

Il Santo all’interno della medaglia, e quindi il soggetto sacro, potrebbe essere la ragione per cui il dipinto non è stato bruciato assieme a molti altri capolavori celebri di Botticelli nel rogo delle vanità. Dopo la morte di Lorenzo il Magnifico (1492), un falò venne indetto da Girolamo Savonarola che, prefigurando la fine del modo, volle purificare tutto ciò che riteneva sintomo di peccato, proprio come gli ideali di bellezza proposti dal dipinto stesso.

 

Chi vuol esser lieto sia.

 

Alla prossima opera d’arte,

.f

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