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Ladri di Biciclette

Non mi ritengo una cinefila eppure quando vedo un bel film non posso fare a meno di parlarne.

Come tante atre persone vado al cinema quando riesco, magari non spessissimo come vorrei (o dovrei). Da qualche tempo a questa parte, però, mi è capitato di andarci un po’ più spesso del solito, proprio come mi capitava qualche anno fa, quando ancora vivevo a Torino e questo era un appuntamento settimanale.

Ieri sera sono andata a vedere Ladri di Biciclette, film del 1948 che avevo già visto, ma non sul grande schermo. La pellicola è stata restaurata da poco da Cineteca di Bologna e rimarrà in sala fino a domani (06/02), quindi se siete appassionati di film d’essai è il momento giusto per cercare il cinema più vicino a voi che lo proietta.

La sala era quasi vuota, saremo stati una decina, quindici al massimo, ma anche questo fa parte del bello di andare a vedere un film che tanti considerano “vecchio” o “passato”. Infatti, a volte si pensa che un’opera cinematografica in bianco e nero non possa essere altrettanto interessante o travolgente come una contemporanea dato che non a colori, – a questo proposito mi viene in mente Roma di Cuaron, che gioca con il bianco e nero pur avendo girato il film nel 2018

Ma l’emozione di vedere un grande film, vincitore di un Oscar come miglior film straniero, è impagabile: lo schermo diventa nero, le luci si spengono e la musica che accompagna l’inizio del film ci proietta in una Roma povera e disperata del secondo dopoguerra, dove poche lire sono fondamentali per vivere, per tirare avanti anche solo qualche giorno, per essere felici. L’atmosfera è agrodolce, forse più agra che dolce. La storia del film è ben nota: Antonio Ricci trova finalmente lavoro, un lavoro per cui è essenziale la bicicletta che quindi diventa LO strumento principale per compiere la mansione assegnatagli. Di qui il film si dipana in una serie di eventi, talvolta rocamboleschi, che vedono impegnati il protgonista e il figlio, Bruno, vera star del film.

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Perché, però, andare al cinema a vedere un film che tutti conosciamo, che tutti abbiamo già visto o di cui abbiamo sentito parlare? Direi semplicemente per la bellezza di sedersi in sala e di godersi lo spettacolo emozionante di vedere una pellicola d’annata che altrimenti sarebbe difficile apprezzare in tutto e per tutto, e per gustarsi le bellissime riprese e la regia così toccante e profonda di Vittorio De Sica.

Consigliatissimo.

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